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Il bollettino di UN Watch
Le ultime notizie dalle Nazioni Unite

Buona notizia: bocciata la candidatura di Michelle Bachelet alla guida dell’ONU dopo la campagna di UN Watch

Michelle Bachelet è stata costretta a ritirare la propria candidatura alla carica di segretaria generale dell’ONU dopo una sconfitta schiacciante nella terza votazione indicativa del Consiglio di sicurezza: ha ottenuto un solo voto favorevole, contro 11 contrari e tre astensioni espresse con la formula «nessuna opinione».

Questo risultato segna una vittoria decisiva per la campagna condotta per mesi da UN Watch sul piano diplomatico e presso l’opinione pubblica, volta a impedire all’ex presidente del Cile ed ex Alta Commissaria dell’ONU per i diritti umani di accedere alla più alta carica delle Nazioni Unite.

La campagna di UN Watch si fondava su anni di lavoro di documentazione. Al centro di questo lavoro c’era il nostro rapporto del 2022, Blind Eye to Dictatorships, un’analisi sistematica delle dichiarazioni riguardanti singoli paesi rese durante il mandato di Michelle Bachelet alla guida dell’Alto Commissariato per i diritti umani, dal 2018 al 2022.

Il rapporto metteva in luce uno schema costante sotto la guida di Bachelet: un’attenzione sproporzionata riservata alle democrazie, mentre i regimi autoritari, in particolare Cina, Russia, Iran e Corea del Nord, venivano ignorati o appena menzionati, proprio quando le vittime di quei regimi avevano più bisogno di una voce internazionale indipendente che le difendesse.

Il 19 maggio, UN Watch ha chiesto ufficialmente al Consiglio di sicurezza di bloccare la sua candidatura, rivolgendo appelli mirati ai rappresentanti degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Francia, della Danimarca, della Lettonia, della Grecia, di Panama e della Liberia.

La campagna ha rapidamente assunto una dimensione internazionale. Il quotidiano britannico The Telegraph ha rilanciato l’avvertimento di UN Watch secondo cui Bachelet sarebbe stata una scelta disastrosa per la guida dell’ONU. Sul Jerusalem Post, il direttore esecutivo di UN Watch, Hillel Neuer, ha pubblicato un articolato intervento in cui spiegava perché l’indignazione selettiva dell’ex leader cilena dovesse squalificarla come candidata.

La polemica ha trovato un ampio eco anche in Cile, con articoli su Teletrece, El Mercurio, Ex-Ante e Diario Sur Noticias.

Cronologia: la campagna di UN Watch che ha fatto naufragare la candidatura di Michelle Bachelet

2 febbraio: Brasile, Cile e Messico presentano congiuntamente la candidatura di Bachelet. UN Watch inizia a mettere a frutto le ricerche già condotte sui quattro anni di Bachelet alla guida dell’Alto Commissariato per i diritti umani.

24 marzo: il nuovo governo cileno ritira il proprio sostegno, giudicando la candidatura priva di prospettive. Bachelet resta in corsa con l’appoggio del Brasile e del Messico.

21 aprile: Bachelet partecipa al dialogo interattivo ufficiale organizzato dall’Assemblea generale dell’ONU. UN Watch segue le sue risposte, confrontandole con i fatti già documentati.

19 maggio: UN Watch lancia ufficialmente la propria campagna, pubblica un comunicato, indirizza a Bachelet una lettera contenente 11 domande e invia appelli mirati a otto rappresentanze diplomatiche di paesi membri del Consiglio di sicurezza.

Maggio–giugno: UN Watch porta la campagna sulla scena internazionale attraverso interviste, un articolo d’opinione, un’ampia copertura mediatica nel Regno Unito e in Cile e una mobilitazione costante sui social media.

10 giugno: UN Watch pubblica un video in cui Bachelet afferma che si sentirebbe «onorata» di vedersi opporre un veto per il suo impegno a favore della democrazia, del multilateralismo, dei diritti delle donne e dei diritti umani. Il nostro post contribuisce a dare ampia diffusione alle sue parole sui media internazionali, anche sulle pagine del grande quotidiano spagnolo El País.

Luglio–settembre: UN Watch prosegue il dialogo con diplomatici, giornalisti e pubblico, mentre le successive votazioni indicative del Consiglio di sicurezza mettono in evidenza la debolezza della candidatura di Bachelet.

18–19 settembre: Bachelet ottiene un solo voto favorevole, contro 11 contrari, e ritira subito dopo la propria candidatura. L’obiettivo della campagna è raggiunto.

Il lavoro continua

Sbarrare la strada a una candidatura inadeguata non basta a risolvere i problemi di fondo dell’ONU. Il prossimo segretario generale erediterà un’ONU indebolita dall’influenza dei regimi autoritari, dalla politicizzazione dei diritti umani, da un’ostilità profondamente radicata nei confronti di Israele e dalla sua ripetuta incapacità di difendere i dissidenti.

Nella sua pagina dedicata ai candidati, UN Watch sottopone ciascuno allo stesso esame: saprà tenere testa ai potenti responsabili di abusi, difendere tutte le vittime con la stessa costanza e far rispettare la Carta dell’ONU senza timori né favoritismi?

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